Note al capitolo Otto.

(1).  Vedi  capitolo  Due, 4, pagine 34-37. Vogliamo  ricordare  il
saggio  di  M.  L.  West, La filosofia greca arcaica  e  l'Oriente,
traduzione di G. Giorgini, Il Mulino, Bologna, 1993.

(2).  Askesis  in greco significa "esercizio", anche nel  senso  di
esercizio ginnico. Pirrone chiama "gimnosofisti" i sapienti indiani
che  incontra  nel suo viaggio al seguito di Alessandro  Magno.  Il
termine  usato  da  Pirrone  unisce in  maniera  inequivocabile  il
concetto di sapienza a quello di esercizio fisico.

(3).  E'  noto  che  Niccol Machiavelli, nella  lettera  all'amico
Francesco Vettori del 10 dicembre 1513, racconta di come, dopo aver
passato  la giornata a caccia o a seguire il taglio del bosco  e  a
giocare   all'osteria,  rivestito  di  "panni  reali  e   curiali",
conversava con gli antichi.

(4).  Come  abbiamo gi accennato, e come vedremo anche in  seguito
nel  capitolo  Nove,  l'unico aspetto del  pensiero  greco  che  si
differenzia  nettamente da questo nucleo unitario    rappresentato
dall'atomismo.

(5).  Confronta Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, primo, Proemio,
21.

(6).  Si  veda  Tibullo  (2,  5, 23-24):  Romulus  aeternae  nondum
formaverat urbis moenia ("Romolo non aveva ancora edificato le mura
della  citt  eterna"). Sul ruolo universale ed eterno  dell'impero
romano  insiste, ovviamente, Virgilio. Nel primo libro  dell'Eneide
(versi  275-279)  Giove afferma: Inde lupae fulvo nutricis  tegmine
laetus  /  Romulus  excipiet gentes et  Mavortia  condet  /  moenia
Romanosque  suo  de  nomine dicet. / His ego nec  metas  rerum  nec
tempora  pono, imperium sine fine dedi ("Lieto di avere  a  nutrice
una  lupa di fulvo colore, / Romolo sotto di s aduner gli  uomini
intorno  /  ed alzer le superbe mura di Marte / e quelli  chiamer
dal suo nome stesso Romani. / Termini a Roma d'imprese io non fisso
n  tempo: / ho dato ai Romani un dominio infinito". Traduzione  di
E. Cetrangolo).

(7). Lettera ai Romani, 1, 14-15.

(8). Lettera ai Romani, 1, 16.

(9). Confronta Lettera ai Romani, 1, 18-23.

(10). Confronta Lettera ai Romani, 1, 28-32.

(11).  Basti  pensare  all'incipit del  Vangelo  di  Giovanni:  "In
principio (arch) era il Verbo (Lgos) e il Verbo era presso Dio  e
il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio. Tutto  stato
per  mezzo  di  Lui e senza di Lui non  stata fatta nessuna  delle
cose  create" (Giovanni, primo, 1-3). Qui  chiaro il tentativo  di
esprimere  l'intuizione religiosa cristiana e la stessa  figura  di
Cristo alla luce della tradizione filosofica greca.

